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martedì 11 novembre 2014

A band switch for my tube regen receiver

Recently I added a band switch to my tube regen receiver, allowing to select an HF band and the lower part of MW broadcast band, in addition to the existing tuning range, which initially covered from about 1300 kHz to about 3400 kHz.

The construction of the receiver was described in some of my previous posts (in Italian), listed below starting with the most recent ones:
Ricevitore a reazione finito
Alimentatore per ricevitore a reazione
Alimentiamo il ricevitore rigenerativo a valvole
Il mio primo ricevitore a reazione

The simple modifications for adding the band switch was suggested to me by Bernd, one of the members of the great regenrx group on Yahoo. They consisted, for the HF band, in reducing the number of turns of the tuning coil from 50 to 40. For the MW band, I added a 330 uH Neosid inductor in series with the 50 turns of the tuning coil (so raising its total inductance) and added a regeneration tap at 10 turns from the ground side of the coil (for the other two bands, the tap is at 3 turns from the ground side). A 2-way, 3-position rotary switch was added on the front panel to allow an easy selection of the desired tuning range, as depicted in pictures below.






For my initial tests of the new setup, I did not check the frequency limits of the two new bands precisely (may be I will try to do this in the near future, with the help of an RF generator).
I simply went around with the tuning knobs trying to figure out how the set worked after the modification. Results are not fully satisfactory at present, in my opinion. It seems to me that the receiver in not very sensitive, both in the HF band and in the MW band. Only strong local signals produce a good audio level.
So, there is still some work to do to improve this little radio further. For the moment, I captured some moments of my tests in a couple of videos on YouTube:






giovedì 4 settembre 2014

Perchè mi piacciono le LF

Recentemente mi sono chiesto quali potessero essere le ragioni della mia predilezione per la banda delle LF e credo (per quanto mi riguarda) di averle individuate in quelle che riassumo qui sotto:
1) Le LF sono "difficili" a causa dell'elevato livello di rumore, specialmente di giorno, specialmente in estate. Sono la banda dove è di gran lunga più alto il livello del rumore atmosferico (QRN). A questo si somma il rumore di origine artificiale, causato dalle interferenze generate da dispositivi alimentati elettricamente, quindi sempre più presente nelle nostre aree urbane o suburbane.
Anzichè scoraggiarmi (specialmente considerando la mia passione per la caccia agli NDB, che sono spesso segnali estremamente labili e sfuggenti) la presenza costante di questo rumore mi affascina, mi fa sentire immerso in un atmosfera d'altri tempi.
2) Le LF sono in effetti un pò la culla dove sono nate e si sono sviluppate le trasmissioni radio, nei primi anni della storia di questo bellissimo mezzo di comunicazione. Quel fruscio costante, interrotto a tratti dalle scariche atmosferiche, mi fa sognare di trovarmi ancora ai tempi dei pionieri, specialmente nelle ore più profonde delle lunghe notti invernali.
3) Le LF sono relativamente "piccole". Anche volendo includere una parte delle MF (quella che precede l'inizio della banda delle broadcast in MW), non arrivano ad occupare 500 kHz. Poco più di una pozzanghera, se confrontato con l'oceano delle HF, che occupano quasi 30 MHz (60 volte tanto!).
Proprio perchè sono piccole, sono relativamente facili da esplorare, poco affollate, e le tipologie di segnali che le popolano sono limitate. Principalmente si tratta di alcuni servizi utility (specialmente al di sotto dei 150 kHz), le stazioni broadcast europee ed asiatiche (tra 153 kHz e 279 kHz), gli NDB (da circa 200 kHz in poi), le stazioni NAVTEX (a 490 kHz e 518 kHz), che però in realtà ricadrebbero già nell'ambito delle MF.
In LF sono state concesse anche alcune porzioni di banda per la sperimentazione a livello radioamatoriale, con qualche limitazione (soprattutto relativa alla ERP, che deve essere tale da non rischiare di interferire con altri servizi): ad esempio la cosiddetta banda dei 1750 metri negli USA e la banda dei 136 kHz in alcuni paesi europei. Sono bande molto sfidanti per gli sperimentatori, per la ridotta efficienza dei sistemi di antenna concretamente realizzabili a queste lunghezze d'onda e per l'elevato livello del rumore di fondo, che constringono ad utilizzare codifiche con larghezza di banda estremamente ridotta, come il QRSS.
Date le caratteristiche che ho fin qui elencato, per il radioascolto in LF è fortemente raccomandato - a mio parere - l'utilizzo di un sistema di ricezione di tipo SDR, per la possibilità di visualizzare i segnali e filtrarli con filtri estremamente stretti. Segnali che, come detto, possono essere molto deboli in rapporto al rumore di fondo ed avere - nel caso di trasmissioni radioamatoriali - codifiche molto lente per limitare al massimo la larghezza di banda occupata e quindi migliorare il rapporto segnale/rumore.
I ricevitori SDR - sfruttando le capacità di eleborazione dei PC moderni - consentono inoltre di registrare sul disco rigido ampie porzioni di spettro radio. In pratica, i 500 kHz delle LF possono essere facilmente coperti nella loro interezza e trasferiti in un file su disco per poter poi essere ri-analizzati in playback dal software SDR, con tutta calma e con tutti gli strumenti che il software SDR mette a disposizione per massimizzare i risultati dell'ascolto.

martedì 26 agosto 2014

Non solo radioascolto

Eh già, radioascolto primo amore e come tale non si scorda mai. Il nominativo da SWL (Short Wave Listener), che nel mio caso è I/0169/LI, è stato il primo che ho richiesto, quando un pò di anni fa il virus della radio e della sperimentazione elettronica mi ha contagiato di nuovo, dopo decenni di incubazione.
Subito dopo però - e mi sembrò un complemento naturale - cominciai a chiedermi quale avrebbe potuto essere l'emozione di andare on-air; di trasmettere cioè un segnale, che poteva essere ricevuto magari a centinaia di chilometri di distanza. Il fatto di possedere una laurea in elettronica semplificava molto le cose: niente esame, solo qualche modulo da riempire e qualche tassa da pagare. E fu così che in breve ricevetti il mio nominativo di stazione di radioamatore, IZ5WWB.
Fin dall'inizio, la mia intenzione non fu quella di dotarmi di ricetrasmettitori di grande potenza e di antenne adeguate. In fin dei conti, anche da radioascoltatore, il mio atteggiamento era sempre stato (e continua ad essere) quello un pò minimalista: cercare di ottenere il possibile da risorse tutto sommato limitate (apparati di poco ingombro e di costo limitato), ricavando divertimento soprattutto dalla sperimentazione, dall'affinamento dell'esperienza e - quando possibile - dall'autocostruzione.
Da queste considerazioni ad adottare come linee guida quelle che si è soliti sintetizzare . nel mondo ham radio - con l'acronimo QRP, il passo è stato breve. Ecco perchè nell'acquisto dei miei pochi apparati ricetrasmittenti ho sempre privilegiato la semplicità operativa, le dimensioni contenute e la ridotta potenza d'uscita.
Ve li presento uno alla volta, sottolineando peraltro come purtroppo li abbia finora usati veramente molto poco o nulla - a causa dei mille altri impegni ed interessi che popolano le nostre vite moderne. Ma c'è sempre speranza.

BitX20A


Questo ricetrasmettitore SSB monobanda per i 20m viene venduto in kit sul sito Hendricks. Io ho potuto acquistarlo, già montato ed in perfette condizioni, da un collega radioamatore italiano. Questo il link alla pagina descrittiva del prodotto. Il kit è basato sul progetto originale del BitX20 di Ashlan Farhan.
Su yahoo.com esiste un vivacissimo gruppo dedicato al BitX20, molto attivo nel dare supporto, dove vengono presentate e discusse diverse realizzazioni del progetto, con varianti di vario genere (versioni multibanda, versioni che supportano la trasmissione in CW, e così via).
Nella versione Hendricks, che viene venduta completa di un bel case bi-colore bianco e azzurro, la potenza d'uscita in SSB che si può ottenere risulta compresa tra 6 e 10W PEP, ma da alcune review sembrerebbe in grado di superare agevolmente i 10W (non esattamente un transceiver QRP, in quel caso).
Questa sotto è una foto dell'interno dell'esemplare in mio possesso:


Lo comprai attratto soprattutto dalla sua semplicità, in opposizione alla ricchezza di menu e funzioni di altri ricetrasmettitori QRP sicuramente più convenienti, ma che non sono mai riusciti a "catturarmi" (il solito approccio minimalista di cui parlavo all'inizio del post). Inoltre dalle ottime review lette sul web, relativa in particolare alla sensibilità e silenziosità del ricevitore.

Icom IC-290E


La banda dei 2 metri esercita su di me un fascino particolare che non riesco facilmente a spiegare. Dopo avere acquistato anch'io il mio bel palmare FM bibanda VHF/UHF con cui esordire facilmente nell'etere - come molti radioamatori freschi di patente e non particolarmente ansiosi di cimentarsi con le HF - ed averlo corredato di antenne per l'attività in portatile (una piccola Yagi da 5 elementi della Diamond, una j-pole bi-banda autocostruita ed una Moxon anch'essa autocostruita), cominciai ad avere la curiosità di operare in 2 metri, almeno in ricezione, anche in SSB e CW.
Sempre nello spirito minimalista che mi fa da guida (e da cui deriva una predilezione - economicamente nefasta - per gli apparati monobanda), cominciai a cercare tra l'usato per qualcosa di costo contenuto, monobanda all-mode appunto, di potenza ridotta e adatto per l'impiego in portatile. Dopo qualche ricerca l'occhio mi cadde su un Icom IC-290E in ottime condizioni, che sembrava avere le caratteristiche richieste e mi piaceva molto anche esteticamente, con quel che di vintage nell'aspetto del pannello frontale.
In FM non può competere con gli apparati moderni; ad esempio non genera i toni CTSS, ha la possibilità di memorizzare soltanto 5 canali, ha solo la spaziatura canali di 5 kHz oppure 1 kHz. Ma per la FM avevo già il mio portatile bi-banda. Quello che mi interessavano di più erano i modi SSB e CW e su questi non ho trovato limitazioni sostanziali, salvo che ovviamente con i suoi 10W PEP di potenza massima, e le funzioni ridotte al minimo indispensabile, non mi permetterà mai di partecipare ad alcun contest. Ma d'altra parte per quello temo che non mi sarebbero sufficienti i watt, i pulsanti ed i menu...

Wouxun KG-UV2D


Last but not least (anzi, è stato il primo ad essere acquistato), ecco qua il piccolo Wouxun KG-UV2D, un classico palmare bi-banda VHF/UHF pensato per i facili QSO sui ponti ripetitori e per qualche chiacchierata diretta con i colleghi radioamatori della mia città o delle zone limitrofe.
Non ha certo la pretesa di essere un apparato per sofisticate attività DX (e d'altra parte non è per questo scopo che si usano i ricetrasmettitori di questo tipo), ma per quanto riguarda le applicazioni tipiche per le quali è pensato, mi ha sempre dato delle buone soddisfazioni, sia per quanto riguarda le prestazioni, sia per robustezza, affidabilità e maneggevolezza. Sono di buona qualità anche gli accessori.
E' vero, la memorizzazione manuale dei canali e la modifica dei canali memorizzati, tramite tastierino e menu sul display LCD, non è particolarmente semplice, anzi è parecchio ostica, ma a questo riesco a sopperire utilizzando il software di programmazione da PC via USB, che è piuttosto efficace anche se un pò spartano.
L'altro problema significativo che ho incontrato è che le batterie - se inserite nell'apparecchio - tendono a scaricarsi anche quando il ricetrasmettitore viene tenuto spento. Anche qui, esiste una soluzione semplice che è quelle di rimuovere il pacco batterie quando si pensa di lasciare il KG-UV2D inutilizzato per un tempo abbastanza lungo.
Il modello KG-UV2D è il secondo portatile Wouxun che acquisto, dopo che avevo smarrito il suo antenato KG-UVD1P per pura sbadataggine: caduto dal tetto dell'auto, dove lo avevo incautamente appoggiato prima di mettermi al volante e partire. Spero che questo secondo esemplare rimanga con me molto più a lungo del primo.
Qui di seguito il link ad una review della prestigiosa rivista QST dell'ARRL:
Wouxun QST review



martedì 19 agosto 2014

Il kit analizzatore di antenna di VK5JST

Un ottimo alleato per ogni radioamatore, utile in molte occasioni sia nel suo impiego principale (per misure di impedenza in sistemi di antenna), sia ad esempio come generatore RF di piccola potenza nella gamma da circa 1.3 MHz a circa 31 MHz.
Qui sotto riporto il link al post che scrissi a suo tempo a proposito del kit analizzatore di antenna di VK5JST, per il blog AIR-Radiorama:

Kit analizzatore di antenna di VK5JST

lunedì 4 agosto 2014

Il radioascolto come lo vedo io

Il radioascolto è uno dei miei passatempi. Il termine è abbastanza autoesplicativo e si riferisce in generale all'attività di ascolto delle trasmissioni radio, spesso provenienti da paesi esteri, talvolta da molto lontano. Gli obiettivi possono essere diversi, a seconda delle preferenze di chi pratica questo hobby, per certi aspetti singolare: l'arricchimento culturale (lingue straniere, visioni politicamente e/o culturalmente diverse dalla nostra, ecc.); la caccia alle stazioni difficili da ricevere (a volte indicata come DXing da DX che è l'abbreviazione telegrafica di distanza); la raccolta delle conferme di ascolto (in gergo cartoline QSL) che le stazioni inviano agli ascoltatori in risposta ai rapporti di ascolto; l'aspetto tecnico e tecnologico, che talvolta si accompagna all'auto-costruzione dei ricevitori radio, delle antenne; e così via.
Si può fare radioascolto praticamente su tutto lo spettro delle frequenze radio (ovviamente con apparecchi radio ed antenne adeguate per ciascuna banda) ed eventualmente prediligendo specifici tipi di trasmissioni radio: le normali trasmissioni di radiodiffusione (broadcast), i radio-amatori, le cosiddette stazioni utility ovvero dedicate all'espletamento di servizi (previsioni meteo, radionavigazione, ecc.).
Informazioni più estese e dettagliate sono largamente disponibili tramite numerosi siti web. Mi limito qui a segnalare come esempio i siti web di un paio di gruppi a cui sono iscritto (ma ne esistono sicuramente molti altri):

Associazione Italiana Radioascolto (AIR)
Medium Wave Circle

Dal mio punto di vista, il radioascolto è un passatempo talvolta affascinante laddove consente di venire in contatto con particolari tipi di trasmissioni che conservano un che di misterioso e rappresentano in qualche misura una sfida di pazienza e abilità. Nel tempo mi sono imbattuto in questo genere di segnali e talvolta posso dire di aver dato loro la caccia, cercando anche di costruirmi i mezzi (ricevitori ed antenne) per riceverli.
Nei prossimi post cercherò di parlare in modo un pochino più preciso di quelle mie (limitate) esperienze con la ricezione dei segnali delle number stations, delle stazioni VLF e degli NDB, la mia passione più recente.

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