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venerdì 3 ottobre 2014

Semplici antenne per attività in portatile

In questo post vi presento - soprattutto attraverso le immagini - la costruzione di un dipolo rigido per i 10 metri e di un'antenna verticale per l'impiego durante le operazioni in portatile.
L'idea nacque per effettuare le prime prove all'aperto del beacon multimodo che ho descritto in un post precedente.
Gli stili telescopici li acquistai via web da un noto rivenditore tedesco. Si tratta degli stili da 3 metri della famosa antenna Buddipole, forse un pò costosi ma molto ben fatti e assai robusti. Il supporto centrale per il dipolo rigido fu costruito usando spezzoni di tubi PVC per impianti elettrici, da 16 mm di diametro, uniti con colla epossidica. La ferramenta utilizzata per collegare i cavi alle basi degli stili telescopici è da 3/8" (comprata nel Regno Unito).
Il palo in vetroresina che sostiene il dipolo è surplus militare, composto inserendo - uno sopra l'altro - due tratti da 120 cm ciascuno.
Subito sotto il dipolo si nota il choke balun, anch'esso descritto in un post precedente. Il resto lo lascio raccontare alle foto.

 





Per l'antenna verticale, invece, che sfrutta un solo stilo telescopico invece di due, fu costruita una base a forma di L, sfruttando una staffa trovata in un negozio di bricolage. L'adattatore da 3/8" a connettore UHF (SO-239) fu montato al centro della staffa, con intorno quattro boccole a morsetto, previste per il collegamento dei radiali.


Per quest'antenna, l'ipotesi sarebbe di impiegarla nelle operazioni in portatile, non solo sui 10 metri, ma ad esempio anche sui 20 metri. Sui 20 metri però lo stilo Buddipole sarebbe troppo corto per costruire una verticale pari a 1/4 della lunghezza d'onda. Per questo motivo, successivamente ho costruito una bobina di carico, che ha il pregio di avere induttanza variabile e quindi di poter essere facilmente regolata in campo. Questa utile caratteristica è stata ottenuta sfruttando, per la costruzione, un vecchio roller di fabbricazione russa, come mostrato nelle foto seguenti.




venerdì 26 settembre 2014

Antenna ADA - L'amplificatore

Qualche tempo fa, nell'estate di quest'anno, decisi di provare a costruire velocemente un captatore per le VLF, spinto dall'obiettivo di ricevere di nuovo una delle trasmissioni periodiche della stazione storica SAQ di Grimeton a 17200 kHz. Avevo nel cassetto due doppi amplificatori operazionali del tipo OP275; inoltre mi ricordavo di aver visto sul noto sito vlf.it di Renato Romero un progetto che mi aveva incuriosito e che si prestava all'impiego dei due OP275, ossia l'antenna ADA di Claudio Re.
Lo schema elettrico dell'antenna ADA è quello qui sotto riprodotto:

L'antenna ADA di Claudio Re, da www.vlf.it

Quello che mi incuriosì a suo tempo fu l'utilizzo di un dipolo, come elemento sensibile al campo elettrico, invece del più comune monopolo, ragione per cui anche la struttura dei primi stadi dell'amplificatore è differenziale. I vantaggi di uno schema di questo genere, in termini di maggiore indipendenza dall'installazione e dalle caratteristiche dell'ambiente vicino all'antenna, sono ben spiegati da Claudio Re nell'articolo citato all'inizio di questo post.

Veniamo alla mia realizzazione. Oltre all'impiego di due doppi op-amp di tipo OP275, al posto di un quadruplo op-amp di tipo TL084, l'unica modifica da parte mia è stato aggiungere un condensatore ceramico da 1 uF in serie alla resistenza da 47 ohm (che determina l'impedenza d'uscita). Lo scopo del condensatore è quello di eliminare ogni rischio - per i dispositivi connessi all'uscita dell'amplificatore - che potrebbe derivare dalla presenza di una componente continua nel segnale d'uscita. In effetti, sull'uscita a monte del condensatore, risulterà presente un valore di tensione continua (misurato rispetto a massa) pari circa alla metà della tensione di alimentazione. Nel caso della mia realizzazione, con una tensione di alimentazione di 18 VDC, ho misurato una tensione continua sull'uscita pari a circa 8.9 VDC.

Come accennato all'inizio di questo post, il primo obiettivo fu la costruzione "quick & dirty" di un prototipo che mi permettesse di provare a ricevere la trasmissione di SAQ dell'estate di quest'anno. Il risultato è illustrato nella foto qui sotto e credo che parli da solo. L'alimentazione era affidata a tre batterie da 9 VDC collegate in serie.


Purtroppo la speranza di ricevere SAQ fu clamorosamente delusa a causa di un banale errore (di Windows 8 !!) nella conversione da orario UTC a ora estiva italiana. L'amplificatore venne messo da parte dopo alcune prove veloci e mi dedicai ad altri progetti.

Pochi giorni fa mi è venuta voglia di riprenderlo in esame e di sottoporlo a qualche misura e valutazione più accurata, anche con l'aiuto del voltmetro selettivo Siemens D2155 che ho ancora in prestito dal mio amico Roberto Cecchetti IW5BUX.
Con l'occasione ho voluto dotare l'amplificatore di una scatola in alluminio decente. Per gli elementi del dipolo, sto pensando all'impiego di due pezzi di tubo in rame, del tipo utilizzato per costruire il pluviali delle nostre case.
Sulla basetta invece ho preferito non fare interventi, per cui ha mantenuto l'aspetto orribile (dal punto di vista della qualità del montaggio) che aveva nella sua prima realizzazione:



Ecco qua la mia realizzazione dell'amplificatore dell'antenna ADA come appare adesso. Prossimamente conto di pubblicare i risultati delle misure con il voltmetro selettivo e successivamente quelli delle nuove prove "on air".





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